Der spielende Mensch
lunedì, gennaio 5th, 2009E’ nel ritardo che si genera amore, nell’attesa che si profondono silenziosamente salmodiando il proprio spasmico ansimare, le preghiere. Santità il vivisezionarsi intestinale dell’innamorato che s’alimenta nell’attesa, la possessione ossessiva d’un ombra che tarda ad apparire, d’una figura che non tanto e non solo si cela, ma si spera esista, si spera giunga, si spera si immagini di aver con noi un fausto appuntaento.
Ogni luogo, da che luogo si dà è luogo d’innamoramento, a quando un punto fermo si asperge del fiotto spermatico delle nostre uggie. Luogo è quando Tu giungi e più niente è, più niente scorre lamentevolmente nella aurea certezza di cordinate spazio temporali razionalmente calcolate.
Svanito, inabissato, aspirato da un eccesso di velocità è la possibilità stessa di sofisticare le proprie lacrime. Nient’altro resta che il trasfondersi emozionale di un sentire.
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