La Natura Naturans. à Beethoven

marzo 25th, 2009

Risorge primavera ad ogni saliva che si sparge al suolo e feconda un seme al suolo gettato a germogliare d’un nuovo pianto di profumo e di colore, e ad orde gli insetti assettati s’abbeverano di polline inibendo il loro volo, è una musica quello sfrigolio d’ali all’aria.
Si divarica la terra, si fa spazio strisciando verso l’eliotropico richiamo il pistillo che comincerà a brillare di nuova vita, come una terra che avrà ritrovato lo spazio per la santità, per quella vita ritornante che ad ogni stagione non cessa, ma ricicla nella successiva.
Ed è Persefone che dagli inferi dintorni notturni del sottosuolo risorge, ricomparsa a quella terra dalla quale per sei mesi restava rapita, da quel gelido fervido innamorato che a sua madre, la Terra Demetra, l’aveva prelevata.
Cosi’ ad ogni primavera, cosi’ ad ogni rinascere, è sempre una giecenza infossata nella virtualità dell’essere, che poi si manifesta come attualizzazione, come presenza a sé, che ritorna.
Cosi’ è del momento della coscienza che si rivela a se stessa, come il ritorno di qualcosa che pur sempre presente, restava celata alla vista, pura latenza da risvegliare incagliata nel sottofondo dell’inconscienza.
Cosi’ è primavera quando risorge il corpo al corpo, la vita si risente fluente contaggio amoroso, e la passione d’accarezzare, di stringere e il lasciarsi stringere da quel necessario tepore d’un sole che si risolleva a durare più delle notti.
E’ primavera, l’equinoziale editto richiama il sole a percorrere il suo corso prendendo più spazio del buio, a celare per più tempo quel pallido glaciale oscillar da plenilunio a vuoto oscuro del cielo.

E’ primavera, e i campi son ebbri della seva che fibrilla e degli animali che dal letargo si risvegliano per fornicare, mangiare, procreare, perpetrare quell’entusiasmo inesaudibile della Natura Naturante.
I ghiacciai si sciolgono, le acque scrosciano, s’infiltrano nel suolo, la terra si rimescola mobile, fangosa, plasmica. Tutto scorre come vita.

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Beethoven, Sinfonia n. 6 in Fa maggiore, Op. 68

1. Allegro ma non troppo
(Erwachen heiterer Empfindungen bei der Ankunft auf dem Lande: Risveglio di impressioni piacevoli arrivando alla campagna)

2. Andante molto moto
(Szene am Bach : Scena al ruscello)

3. Allegro
(Lustiges Zusammensein der Landleute : Gioiosa assemblea di paesani)

4. Allegro
(Gewitter – Sturm : Tuono – Tempesta)

5. Allegretto
(Hirtengesang. Frohe und dankbare Gefühle nach dem Sturm : Canto pastorale. Sentimenti di gioia e riconoscenza dopo la tempesta)

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