Archive for the 'Ganimede' Category

Io, Teseo…

lunedì, settembre 15th, 2008

Minotaurum oppido Gnosi occidit.
Hyginus_ Fabularum Liber
.

Mi ci volle che tu stonassi il grido strozzato dal terrore
per attraversare rettilineo quel dedalo di circonvoluzioni
: d’emicrania s’andava
orecchio teso . cecità che guida

dovetti arrivare al dunque
poi
: al centro del luogo
scorgevo forse il tuo sembiante
nel muoversi d’un velame luminescente attorno alle mie pupille

dietro a quella faccia brutta
che sbuffava mitologiche frogie
cantava una voce
quella
la tua
che fin al duello col mostro m’ha portato

Faccia a faccia col mio specchio
Uno solo poteva godere di
lei
Un ritratto doveva frantumarsi
per poter svanire
accogliendo della vista
tutto il volto d’Arianna in me

Si trattava di rapire
ancora una volta

Arianna oggetto primo
d’ogni desiderare

stimolo inerente alla vita della mente
desiderarsi in quella forma caligine
in cui brilla la vibrisse del desiderare

Labyrinthi exitum

Visrj-, srj-

domenica, settembre 14th, 2008

“Visrj-, srj: questi i suoi verbi.
In srj- c’era lo scoccare, schizzare;
in vi- l’espandersi pervasivo, in tutte le direzioni”
Calasso_ Ka

Ammesso sia che esistano l’anima e il corpo
scissi come due amanti che s’attragono e si evitano
eroticano il loro processo

.
Il corpo assorbe sensazicone che esala per tutti i capillari atomici della carne
un catasta indecifrabile, certa e indefinita
che si dice sensazione

L’anima fluttua assorbita da un nugolo eletrolitico d’iperuranio
fluorescenze d’eidola che non visti
si chiamano Idee

Più importante della loro sussistenza o silouhette
è pero’ quella zona che li separa e li riavvicina

intermediario vuoto pneuma-somatico
dove l’anima fibrilla solletticata dalla sensazione
e il corpo esploso dal sovrcarico della Presenza in Se’

Nel mezzo il movimento
pendolare oscillazione d’un punto baricentrico
nel mezzo quel luogo sprovisto di coordinate spazio-temporali (a meno di non ipotizzarne una loro infinità intrinseca)

Nel mezzo il cerchio di fuoco si è inciso
gimnofionico sembiante
striscia sul suo scivolare
inscrivendo una rotazione

la raggiera d’una coscienza si riflette a se stessa
persegue dharmica la legge del suo pensato

Non l’estasi uterina con una Mater in gestazione Infinita
né l’immensità dell’inorganico
ma quella filiazione
perenne di Padri che s’Innamorano delle proprie figlie
partorite da un’emicrania

Il Padre vide l’aurora. Vide la bellezza della Figlia che sorgeva. Nel freddo chiarore era pervaso da una fiamma sino alla punta delle unghie. La fiamma vi sbatteva come onda sulle rocce – e tornava indietro.

Allora Prajapati scopri’ l’inaudito piacere di chi guarda qualcosa che non possiede”

Salmodia in levare

venerdì, settembre 5th, 2008

sedevano poggiati i cornicioni
in aperta landa si poteva osservare l’attesa
che muoveva intrepida di spasmi intracostali

una piaga sanguina sulla nuca
e son due lacrime amare di pensiero chirurgico che ledono
ed una memoria esala il suo olezzo ebbro
E ti rivedi uno specchio
immacolato grido afonico

identico ti lasci passare
somigliante ad un mulino che macina sabbia
sgranella il tempo
conta gli istanti con polpastrelli che sfilano un circolare rotear di biglie
rosario intestinale
e accarezzi le manomissioni operate sulla tua carne
.
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E finisci inchiodato alla salmodia del tuo pensiero
che ti insufla
e cita le parole che penserai