CONCORSO LETTERARIO - ”Forse che una rosa deve essere sensata e intelligente per essere profumata?”

Posted in Censore (Spettacoli&Cultura), Chronikè on Aprile 8th, 2008 by EggS©

La Redazione di RadioGraphiA indice concorso letterario.
Riunitasi in sede distaccata, la Redazione avrebbe deliberato di sperperare ingente somma di tempo per la causa delle Belle Lettere. E’ stata una nottevole notte travagliata: sedie e macchine da scrivere sputate in faccia; il direttore ne è uscito con zigomo gonfio e tumefatto e in lacrime, dimettendosi sedudastante dalla sua carica. Sbattendo la porta ha sostenuto d’averne abbastanza di dover domare un’orda di scimmie dal dito prensile!
Nessuno scandalizzatosi, s’è proseguita la seduta senza più la presenza di direttore alcuno. Ogun parlava sulla bocca dell’altro, e dalla cacciara e il sovrabbondante sovrapporsi di sillabe è stato possibile verbalizzare quanto segue:
“Qui non è tanto il problema di sapere se la mamma ci farà da mangiare o se spetterà a noi strappargli del sanissimo miele dai capezzoli!
Bisogna sapersi procurare i denti per il proprio cibo!
Ma se vuoi suggere linfame degli angeli è meglio esser sdentati… ignora il cibo che ti sarà dato…. mangia la sabbia del tuo deserto, è quella la manna dal cielo….
Coprofagia divina… mi rimangio i miei passi… i miei atti, dimentico le mie memorie…. è questo che stiamo dicendo?
Stiamo dicendo?
Insomma, il punto centrale della riunione non era sapere di cosa si stia parlando…. ma parlare…. far vedere che questa Redazione è capace di produrre, di mettere insieme degli articoli validi, che interessino… al pubblico, che sappiano supportare la pubblicità che li finanzia e li paga….
Ma io preferisco sempre parlar del pan degli angeli… e poi se ce la prendiamo a cuore per la sorte di qualcosa, addio! siamo al giocherello della lotta per le cause perse…. per le donnine di buon cuore, che vorrebbero orfanotrofi per tutte le mamme! E ospedali belli e puliti come obitori, con bambini del terzo mondo non più costretti a grattarsi dalle moshe e la malaria, ma ben ingozzati a Nestle e computer e l’inglese e le votazioni domenica e il senso dello stato e l’occidental benessere tecnoindustrialcerebrale…… eh ché forse speriamo in un mondo tutto sorrisini KinderTöd?
Si ma il pan degli angeli interessa solo le casalinghe e le prostitute, e su di loro non si puo’ far affidamento… non possiamo pensare ad un giornale che abbia un target cosi’ prezioso… Bisogna essere éngagé altrimenti non si guadagna una lira!
Perchè Lei crede che io scriva per soldi?
Per forza! Scriverà sempre presupponendo un qualche valore, non foss’altro che quello dello scrivere stesso… si pagherà dazio sa solo, ma si pagherà… si paga sempre… non è ad un giudizio, ad una bilancia per fegato-anima, che si pensa per la Fine dei Giorni?
E’, va bene, se davvero bisogna farsi leggere, allora scriviamo gli articoli qui stesso, in redazione e passamioceli tra noi… cosichè ognuno avrà di che scrivere agli altri e di che leggere… e per la paga prendiamo dalla cassa comune…
Che resterà vuota in un men che…
Non si dica! Non si dica! Che la Cassa un giorno sia Vuota!… i memento mori rimandiamoli a già sempre…. stavamo ricordandoci di parlare del perchè della scrittura… di pan degli angeli, di pour Art pour l’Art pour éngagé pour sa propre de-formation…
E’ proprio sicuro che si stesse proprio parlando di questo?
Sicuro, sicurissimo… glielo dico io!
E non sarebbe bene indire un concorso letterario allora? Per sviluppare le nostre patrie Lettere?
Ma lei conosce qualche autore Svizzero?
… ma come diceva quello? La patria…. la patria è un deserto….attorno al mio accampamento…
Vuol dire che la patria è un luogo mentale?
No, la patria non è un luogo. E’ una legge territoriale. Un confine militare.
Si ma non la si potrebbe intendere come…
l’Universo?
Mah, se proprio vuole essere di questo avviso nessuno glielo vieta… sa, le opinione fanno solo male a quello che la ha e malissimo agli altri….
Si ma allora chi parteciperà al concorso delle Belle Lettere Patrie?
Tutti coloro che non scrivono?
Ceux qui s’ecrivent pour les analphabetes?
Quelli che non han patria?
Quelli che…
TUTTI QUELLI CHE LETTI AVRANNO L’ONORE D’ESSERE SELZIONATI DALLA PRESTIOGIOSISSIMA ACCADEMIA DEGLI ‘OCCHIALI’ DI RadioGraphiA (R. G. A.).”

Questa è la delibera finale del Consiglio d’Amministrazione che in seguito ha mandato lettera di sfratto a tutti i giornalisti che volevano infestare la sala conferenze col loro intercalarsi di grida sbronze e di notizie di secondamano e financo terza, e che son stati spinti fuori a calci e pugni dalla celere azione dei cani da riporto in dotazione alla Security della Redazione.
Per ora dal microfono intestinale di RadioGraphiA è tutto il niente che s’è potuto far germogliare per quest’oggi.
Forse che una rosa deve essere sensata e intelligente per essere profumata?

Diario d’una santa

Posted in Censore (Spettacoli&Cultura) on Febbraio 29th, 2008 by EggS©

Si suole pensare che l’editoria attuale sia poco propensa alla pubblicazione di opere di carattere mistico. Le vite dei santi o le “testimonianze” che i santi han scritto o dettato, non sono un genere che riempe gli scaffali o le librerie. Un tempo forse si sarebbe potuto facilmente trovare qualche stampatore in procinto di mettere in circolazione le poesie di San Giovanni della Croce, o La vita di Santa Teresa, o le visioni di Angela da Foligno; ma sembrebbe, secondo i dati della LiberCosnumi, che questa letteratura venga snobata dai lettori attuali, e cada in penultima posizione tra i generi più letti. Forse sarà dovuto al fatto che l’autore di questi libri sono sempre irrintracciabili e non si presentino mai al momento in cui si dovrebbero firmare autografi ad una folla assiepata.

Ma a discapito dei dati, è appena stato pubblicato “Diario” di Stefania Tupputi. Immaginarsi una santa che redige un diario potrà far sorridere i più, o meno. Ma bisogna precisare che il titolo è solo una trovata dell’editore che in questa impresa rischiosa (pubblicare un libro che va contro tutte le tenedenze) ha almeno cercato di evitare il peggio. Il genere diaristico, sempre secondo la LiberCommerci sarebbe tra quelli più in voga.

Sulla vita dell’autrice si conosce poco nulla; si sa solo che visse tutta una vita con una sorella sarta e un’altra cieca. Il curatore dell’opera, nella sua preziosa introduzione, afferma che il contenuto del diario non sia stato scritto veramente dalla Tipputi, ma sia opera della sorella sarta che scrisse tutto sotto dettatura della sorella cieca. Stefania Tiputti non sarebbe altro che una specie di tramite.
In qualunque modo abbia preso forma questo scritto, è doveroso affermare che le pagine della Taputti sono tra le più toccanti degli ultimi. Parlando della Tipputi il prof. Gervasi dell’Università di Roma, ha messo in relazione l’opera della Tipputi con l’epilessia di Dostojevski.

In ogni modo è certo che l’opera non mancherà di influenzare tutta l’arte moderna.

Sotto la gentile concessione dell’editore RadioSwitzerland ha la possibilità di fornire un estratto del Diario ai suoi fedeli lettori:

“Carla non riesce ad aprire l’occhio sinistro. Ha l’alito cattivo, i dolori forti alle gambe. Ventisette luglio: ieri sera Carla non riusciva a ingoiare e non si reggeva sulle gambe. Io però l’ho vista in piedi. Sta perdendo le scorze degli occhi. Mi sono svegliata e Carla aveva il viso insanguinato”.

Ai piedi dell’albero c’è un tesoro. Gli alberi vedo che s’intrecciano, Titina mi dice delle condizioni di Carla, gli alberi crescono per lei. Noi preghiamo. Carla dice che ci sono 4-5 diavoli. Padre Pio, seduto in bagno, gli ha detto di seguirla.
Quinta malattia. Carla non può più poggiarsi sulla gamba sinistra. È gonfia, non riesce a fare nulla e le fa male anche molto il collo.
Sesta malattia. Ho sognato la malattia di Carla. Tutti mi compassionavano ed io entravo nel vicolo del Corpo Morto. Ho sognato anche Angioletto che provava ad aiutarci ma non ci riusciva”.

http://eggs.splinder.com/post/16113410/Bernini