Nome in codice: Crisi di coscienza addominali

Posted in Chronikè on Novembre 1st, 2008 by EggS©

AVVERTENZA.
L’articolo che segue è pervenuto a Redazione sigillato in un plico segreto; ne riproduciamo qui per intero il contenuto:
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Sganciato in missione segreta, il reporter di turno s’è trovato tra cifre e tabelloni, le crisi isteriche di Nasdaq e le temperature febbrili del prezzo dell’oro.
Panico a Wall-Strett: davanti agli schermi si feriscono con le cravatte gli addetti ai lavori: per quest’anno addio casa a Saint-Tropez, e qualche taglietto alle vacanze nel Connetichut: magari solo un servizietto in camera ridotto, senza l’efebo che porta lo champagne bello fresco e a pisciarmelo in bocca.
Anche a Parigi la borsa è in fracasso: volti alternati a cifre color rosso in calo, si affacciano nei teleschermi e con un aria bigia sembra quasi vogliano piangere, dichiarano ai poveri stipendiati del globo della MonidalTecnocrazia, che non solo anche quest’anno nessuna vacanza da sogno in un hotelle a tre stelle e pieno di zanzare alpitour, ma neppure il rispetto dell’ultimo emendamento, quello della MASSIMA URGENZA: quello che permette allo Stato di produrre leggi forsennate con la scusa d’essere in uno stato d’allerta, preda del nemico, del barbaro alle spalle, della rovina dell’Occidente: il disastro economico.
E si sa che nelle menti di tutti, disastro economico equivale alla lettura dell’Apocalisse di Giovanni, nulla sanno immaginarsi di meglio con la fine del Mercato, che l’apparizione funesta del Dio degli Atei, ma il terrore che gli procura l’idea della Catastrofe Economica è peggiore di qualunque basilisco sgusciato da dietro l’occhio.

Ora tutto l’apparato con i vari G7 in onda in ogni Tg, daranno poi al mondo le novità che andranno ad impantanar la testa dei telecittadini, e con la faccia seria, evitando ogni accenno di distensione, le faccione dei fantocci capi di potere, presidenti di vari confini, diranno che la crisi durerà almeno 7anni, senza poter al momento prevedere ulteriori peggiornamenti.
Siamo entrati nella fiabica era della Crisi Perenne. Siano entrati nella storia. Da che popolo si diede nome, si preoccupo’ del proprio sterminio: l’altro dal ‘nome del popolo’, l’incivile rispetto alla ‘civiltà del nostro nome’, quel disastro che negherebbe ‘il nostro nome’, quell’Altro, nelle telecommunicazioni di stato, è La Crisi Economica.
L’occidente è perennemente sotto minaccia, la nostra miracolosa macchina del progresso, è in odio presso ai barbari che non sanno apprezzare la meraviglia della tecnica, inventarci l’utile. E cosi’ sotto la minaccia dell’inutile, dell’irregresso, siamo attanagliati dal panico del bisogno, il bisogno di sentirci non-barbari, ma confinati sotto la protezione del nostro cives, che cifornisce un identità, il nome con cui ti senti chiamato, una faccia che credi guardata.
E contro il peggior dei nemici, quello che rischia di sommergergi, di sterminarci, la Dannata Crisi economica, il belzebutico volto delle cose, non ci potranno essere remore: se i campi di lavoro una volta si davano solo ai colpevoli di frode contro il cives, ora il lavoro comincierà da appena nato, e il bambino nelle scuole, già dovrà imparare tutto cio’ che GLI SERVIRà per integrarsi a pieno nella Macchina, nell’insieme, nella collettività, nel cammino del progresso. A scuola niente più oziare, a fissare pavimenti e soffitti incastonate ragnetele vibrano, ma apprendimento schematico di nozioni da utilizzare a un qualche fine: niente pensar inutile e svagato e assorto, ma arcigno riflettere ottuso.
Annotazione Astorica:
L’impressione cataclismatica che crea l’idea della CRISI FINANZIARIA nelle menti dei ‘citoyens’ contemporanei, è paragonabile alla paura che poteva creare il radiovisivo tam-tam degli anni ‘50 ‘60 ‘70 a proposito della bomba atomica: al giorno d’oggi la bomba atomica rimane come paura latente, che mai scompare, ma è sempre pronta, in CASO DI NECESSITà (bien sur), a saltare in aria l’umanità.

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DIARIO di Spedizione. 1 Nov. 2008

Reporter: Nome in codice: Crisi di coscienza addominali

Essere vigili di fronte alla tirannia: stupirsi di fronte all’impossibile idiozia che sostiene l’apparato circense del potere sacerdotale: ministri che sventolano miracoli di sant’Antonio, e manovre smorza madonne per far muovere l’inceppato sistema produttivo nazionale: grosse crisi, pesti per i borghi, scioperi per le piazze, vengono risolte dal salvifico intervento delle forze del bene, che come angeli biblici non biasimano il bastone, e picchiano picchiano sulle teste i volti dissanguati della folla di disperati che gracchiano contro la faccia del potere.
Ma poi ci si immagina pure magari, accesi da giovanilistici furori, a partorire una palingenesi dei tempi, di poter corregere il come vanno le cose, mettersi sulla schiena una bisaccia di profetismo e accrobatica fobia, e trovarsi a gridare dai quattro venti, le carni e le vesti sgualcite, l’odio e l’irrigidimento indignato di fronte alla loro meschina cecità.

Il costo della Lettura _ Una transazione

Posted in Chronikè, Graphia on Aprile 13th, 2008 by EggS©

Mi sono abituato all’abitudine…. dopodiché non m’é rimasto che restarmene estereffato di fronte ad questo deserto in espansione.
Nulla di nuovo sotto il cielo se non il sempiterno muoversi del vento delle nuvole; questo, passavo, giorno e notte a guardare, per intere settimane ho sentito latrati di lupi melancolici al di là nelle steppe, fruscii di fronde sulla fronte, e cigolii di cicale poco o male oliate. Qualche volta passava il postino a fare quattro chicchere, durante la pausa pranzo, e mi raccontava tutte le novità del paesino che si trovava a valle. La Baita messami in dotazione dalla Redazione era costruita su una pendice emminentemente abrupta. Non ne volli mai sapere di quelle sue storie li, del paese, della valle, della gente’. Al massimo poi mi sarei interessato ai grandi eventi: Incoronazioni, Matrimoni Altolocati, Circoncisioni di prepuzi in erezione, Miracolose apparizioni della Vergine con intervista al suo agente di cambio, lo Spirito Santo, in tenuta ginnica, quasi fosse un propulsore Terzo tra Padre e Figlio!… insomma le cose per farci su il solito scoop col quale pagar le tasse che devi per il solo fatto di esser posseduto in un corpo, cosa che viene giuridicamente intesa come usufrutum.
E questo inveteratamente a parlarmi della uova soda che una volta aveva mangiato dalla Signora Magagna, che non la finiva più di infilargliele una dopo l’altra giù per il gozzo intasandogli il respiro. Prima le sbucciava con cura, chiaramente. Infilava quella mano sua ustionata nell’acqua bollente e roteava il braccio nel tentativo d’attrappare un uovo. Come ne fu uscito vivo non ebbe mai il tempo di dirmelo, perchè la mattina dopo lo trovarono immerso in una vasca di miele annegato nel proprio sangue.
Un caso su cui ho inviato un sottoreporter che forse un giorno scriverà un articolo su quest’evento, magari persino cliccabile a partire da qui.
Ma se non cliccabile sarà, allora staremo scendendo dalle pendici lungo tutto uno stradone di capitomboli, spinti dall’insania smania di portare seco un qualcosa da dire. Una curiosità da curiosare.
I primi passi fuori dalla baita furono ardui. Dapprima dovetti ritrovare le gambe, e per far questo mi ci sarebbero voluti gli occhiali, ma per trovare gli occhiali avrei dovuto prima ritrovare gli occhi ma prima di… insomma, stavo tutto decomposto, un corpo martirizzato da quella noia ansimante. Bisognava pero’ guadagnarsi il pane: la Redazione si faceva sempre più ossessionante: mi si flettevano, ad allarmi irregolari e perpetui, i tendini dietro le orecchie: e le medicine stavano finendo: e se non le avessi avute sarebbe tornato il dolore: e se non avessi avuto l’assegno per pagarmi le medicine sarei di certo impazzito dal dolore: bisognava quindi che questa promenade vers la Ville la si facesse. Ma prima d’arrivare al paese, attraversai il temutissimo bosco detto del: ‘Silenzio melodioso di strida’, che poi diventerà persino il titolo d’una composizione per pianoforte, in vero non troppo apprezzata da nessun pubblico.
Tutto questo per non dire in fondo altro che arrivato foi pur infino alla Ville. Entrando per una immensa Porta laterale. Due sentinelle assai disattente non si chisero neppure chi stesse passando. Fissavano qualcosa di viola nel cielo, una striatura di lembi che tendeva a svilupparsi verso un cremisi calmo malinconico autunnale y final.
Il primo cane che m’odoro’ i piedi una volta nel mercato non trovo’ di meglio da fare che lasciarvi una traccia, sbavandomi in bocca manco avessi la rabbia. Per evitare sospetti mi mimetizzai tra la folla comperando varie spezie da cui ricavare dentifricio che aiutava ad articolare meglio il silenzio, dei sandaletti ortopedici che ti spedivano dritto di filato, lasciando respirare i piedi, ad inciampare in tre bucche alla volta, o una trousse di profumi orientali maleodorante di fatale cinismo, comprai persino una gobba di cammello per poter andare più veloce nel deserto.
Mi mimetizzai talmente bene, che passai dietro il bamcone a gestire un souk in piena regola. Bisognava smerciare tutta quella roba e in fretta. C’era di tutto, potrei farne una lista alfabetica per generi o specie ma non certo che non la finirei più; la cosa importante era che fosse venduta, nient’altro interessava al proprietario. Bisognava adescare sopratutto i giovani, perchè si diceva, cosi’ ne acquistiamo la fiducia, poi le donne, da evitare pero’ le mamme, e preferire piedi scalzi con sonagli alle caviglie che convinti tacchi a spillo, che poi facevano persino inciampare in queste strade strerrate. Ma poi, in fondo non c’erano criteri di scelta del cliente tipo. L’acquirente tipo, per il padrone, era quello che caccia i soldi. Nient’altro interessava. Si poteva vendere tutto a tutti, fondamentale era solamente che le transazioni, gli scambi fossero costanti, ininterroti. Questo richiedeva tutte le ore supplementari in più. Erano giorni faticosi di frenesia. Non un attimo per riveder le stelle, non un attimo per respirare, in apnea costante a spostare interi cargo conteneti chissaché, e intassare scatoloni dentro altri scatoloni, e passare le nottate in veglia a modellare una vetrina. Ma era il sacrificio che dovevo scontare per conto della Redazione, e non volevo sottrarmene, perchè sarebbe stato un suicidio.
Ora mi trovo ancora in questo souk, ed è da qui che Cher Lecteur ti vendo questa pagina datiloscritta.
Avrai pagato leggendo.
Una Transazione.

CONCORSO LETTERARIO - ”Forse che una rosa deve essere sensata e intelligente per essere profumata?”

Posted in Censore (Spettacoli&Cultura), Chronikè on Aprile 8th, 2008 by EggS©

La Redazione di RadioGraphiA indice concorso letterario.
Riunitasi in sede distaccata, la Redazione avrebbe deliberato di sperperare ingente somma di tempo per la causa delle Belle Lettere. E’ stata una nottevole notte travagliata: sedie e macchine da scrivere sputate in faccia; il direttore ne è uscito con zigomo gonfio e tumefatto e in lacrime, dimettendosi sedudastante dalla sua carica. Sbattendo la porta ha sostenuto d’averne abbastanza di dover domare un’orda di scimmie dal dito prensile!
Nessuno scandalizzatosi, s’è proseguita la seduta senza più la presenza di direttore alcuno. Ogun parlava sulla bocca dell’altro, e dalla cacciara e il sovrabbondante sovrapporsi di sillabe è stato possibile verbalizzare quanto segue:
“Qui non è tanto il problema di sapere se la mamma ci farà da mangiare o se spetterà a noi strappargli del sanissimo miele dai capezzoli!
Bisogna sapersi procurare i denti per il proprio cibo!
Ma se vuoi suggere linfame degli angeli è meglio esser sdentati… ignora il cibo che ti sarà dato…. mangia la sabbia del tuo deserto, è quella la manna dal cielo….
Coprofagia divina… mi rimangio i miei passi… i miei atti, dimentico le mie memorie…. è questo che stiamo dicendo?
Stiamo dicendo?
Insomma, il punto centrale della riunione non era sapere di cosa si stia parlando…. ma parlare…. far vedere che questa Redazione è capace di produrre, di mettere insieme degli articoli validi, che interessino… al pubblico, che sappiano supportare la pubblicità che li finanzia e li paga….
Ma io preferisco sempre parlar del pan degli angeli… e poi se ce la prendiamo a cuore per la sorte di qualcosa, addio! siamo al giocherello della lotta per le cause perse…. per le donnine di buon cuore, che vorrebbero orfanotrofi per tutte le mamme! E ospedali belli e puliti come obitori, con bambini del terzo mondo non più costretti a grattarsi dalle moshe e la malaria, ma ben ingozzati a Nestle e computer e l’inglese e le votazioni domenica e il senso dello stato e l’occidental benessere tecnoindustrialcerebrale…… eh ché forse speriamo in un mondo tutto sorrisini KinderTöd?
Si ma il pan degli angeli interessa solo le casalinghe e le prostitute, e su di loro non si puo’ far affidamento… non possiamo pensare ad un giornale che abbia un target cosi’ prezioso… Bisogna essere éngagé altrimenti non si guadagna una lira!
Perchè Lei crede che io scriva per soldi?
Per forza! Scriverà sempre presupponendo un qualche valore, non foss’altro che quello dello scrivere stesso… si pagherà dazio sa solo, ma si pagherà… si paga sempre… non è ad un giudizio, ad una bilancia per fegato-anima, che si pensa per la Fine dei Giorni?
E’, va bene, se davvero bisogna farsi leggere, allora scriviamo gli articoli qui stesso, in redazione e passamioceli tra noi… cosichè ognuno avrà di che scrivere agli altri e di che leggere… e per la paga prendiamo dalla cassa comune…
Che resterà vuota in un men che…
Non si dica! Non si dica! Che la Cassa un giorno sia Vuota!… i memento mori rimandiamoli a già sempre…. stavamo ricordandoci di parlare del perchè della scrittura… di pan degli angeli, di pour Art pour l’Art pour éngagé pour sa propre de-formation…
E’ proprio sicuro che si stesse proprio parlando di questo?
Sicuro, sicurissimo… glielo dico io!
E non sarebbe bene indire un concorso letterario allora? Per sviluppare le nostre patrie Lettere?
Ma lei conosce qualche autore Svizzero?
… ma come diceva quello? La patria…. la patria è un deserto….attorno al mio accampamento…
Vuol dire che la patria è un luogo mentale?
No, la patria non è un luogo. E’ una legge territoriale. Un confine militare.
Si ma non la si potrebbe intendere come…
l’Universo?
Mah, se proprio vuole essere di questo avviso nessuno glielo vieta… sa, le opinione fanno solo male a quello che la ha e malissimo agli altri….
Si ma allora chi parteciperà al concorso delle Belle Lettere Patrie?
Tutti coloro che non scrivono?
Ceux qui s’ecrivent pour les analphabetes?
Quelli che non han patria?
Quelli che…
TUTTI QUELLI CHE LETTI AVRANNO L’ONORE D’ESSERE SELZIONATI DALLA PRESTIOGIOSISSIMA ACCADEMIA DEGLI ‘OCCHIALI’ DI RadioGraphiA (R. G. A.).”

Questa è la delibera finale del Consiglio d’Amministrazione che in seguito ha mandato lettera di sfratto a tutti i giornalisti che volevano infestare la sala conferenze col loro intercalarsi di grida sbronze e di notizie di secondamano e financo terza, e che son stati spinti fuori a calci e pugni dalla celere azione dei cani da riporto in dotazione alla Security della Redazione.
Per ora dal microfono intestinale di RadioGraphiA è tutto il niente che s’è potuto far germogliare per quest’oggi.
Forse che una rosa deve essere sensata e intelligente per essere profumata?

Medulla spinalis felini

Posted in Chronikè on Marzo 31st, 2008 by EggS©

Al microscopio sembrano delle chine di Henri Michaux, e un collezionista bostoniano ne ha persino già messe all’asta considerevoli quantità. E’ sostanza che filtra intra le ossa, scivolando agglutinanti sensazioni, si dipanano in corpo. Una sensazione è l’attimo d’ametista che senti osservandolo.

E’ una sostanza vellutata, di fibre d’incertezza, tentennamento, aguato, vibrisse. Son molecole d’attesa soppesate nel sollevarsi sospeso del Tempo. E’ la vita che ti scorre prima di poterla ancor chiamare: prima d’averla pensata, t’ha vissuto. Il tuo tempo è quel lapsus che t’agirà: ha scelto, dimenticando l’indistinto hai vissuto tutto il possibile.

E’ del midollo spinale di gatto fotografato al telescopio da un qualsivoglia laboratorio dotato d’una minima apparecchiatura.

E sono foto comperabili all’asta dal bostoniano (vd. supra) autografate da un nome.

Ma sono anche striature di marmo sottocutanee, cedibili al miglior offerente.
E saranno anche piastrelle del pallazzo dei sensi, cesellato di mosaici arabeschi. Di nervo in nervo la pietra si flette liquida, infita scorribanda dentro una materia filiinforme.

DETTARSI LA LEGGE DA RISPETTARE. Proprio d’un Sindacato

Posted in Chronikè on Marzo 29th, 2008 by EggS©

Lettera aperta dei Sindacati Senza Diritto Di Giornalismo.

In data odierna, il Comitato: composto da: il Comitato: ha deliberato di: sciogliere il Comitato: destituendo nell’ordine: il Comitato: dopodichè s’è deliberato:

Numerose sono state, sembrerebbe, le email di protesta rivolte a RadioGraphia, in merito all’articolo sul Tibet. (… c’era un articolo sul Tibet???)….
L’ambasciata Cinese ha sporto denuncia per falsificazione d’informazione, all’Onu, che subito ha accettato la richiesta di Pechino, perchè sapeva bene che il potere antiinformativo che rivestiva RadioGraphia era deletterio anche per i propri cenoni di beneficenza….
Cosi’ sono state inviate delle truppe d’assalto che perquisendo il sito di RadioGraphia, l’hai poi chiuso preventivamente: per accertazioni diceva la cedola dell’esercito dell’ambasciata Cinese…
Quando poi si sono cercati ulteriori chiarimenti, l’esercito dell’amasciata cinese ha spostato le colpe sulle truppe navali dell’esercito dell’ambasciata cinese ma che fa capo a Shangai e non più a Pechino. In tutto questo è stato poi affossato il caso: coin cedole chiuse in altre cedole a loro volta chiuse in ulteriori cedole e cosi via…
Ma IL SAINDACATO O.T.I.U.M. (Ouvrier Traqués InUtiles International….) ha levato il suo rantolo davanti a tutti i pubblici ministeri d’Europa, rimanendo inascoltato: ed è per questo motivo che RadioGraphiA è stata trasferita sulle onde radiographiche d’un monte considerato zona off limits e che non appartenendo a nessun stato, perchè nessun Stato ha mai voluto soggoirnarvi, si permette di far vigere tutte le leggi possibili, in uno sfrenato libertinaggio cerebrale: dettarsi la legge da rispettare!

Mal pensare - divagazioni d’un tema

Posted in Chronikè on Marzo 29th, 2008 by EggS©

Non scusare nulla, non occultare nulla, vedi e di’ come stanno davvero le cose -
ma devi vedere cio’ che getta nuova luce sui fatti

Wittgenstein

 

Il morbo della Nazione.
Chi sono coloro che chiedono la nazione tibetana? Quali sono le loro richieste? Da dove nasce questa voglia di Nazione? d’una nazione “propria”?

Queste domande le ho trovate scritte sulla porta d’uno dei cessi della redazione di RadioGraphiA; qualcuno aveva propabilmente appena finito di pulirsi il culo con un qualche quotidiano dell’ultima settimana di fine Marzo 2008…
e le notizie non erano affatto sconcertanti, il solito tran tran di massacri mondiali sparpagliati ben bene per ogni angolo della geografia, alcune cronache maggiormente circosritte da altri confini geografici (eventi nazionali), per poi arrivare alla regione del quotidiano, per poi la città e trovarti a parlare col giornalaio sotto casa delle ultime notizie di quartiere…
da lui s’è venuti a sapere che qualcosa di dubbioso si stava svolgendo in Cina…
La redazione di RadioGraphiA s’è messa alle ricerche di qualche pista. Sfogliando nelle biblioteche alcuni cataloghi degli ultimi giorni di fotografie sui giornali s’era trovato che il losco mistero della Cina era l’allestimento in quel territorio delle Olimpiadi: già solo su questo argomento la redazione aveva già pronte una sfilza indefinità d’articoli. Ma proseguendo le ricerche s’è trovato, in fondo al baule in cui giacevano i giornali, la foto d’un uomo con la bandiera del Tibet stretta al collo che pendeva impiccato da due uomini sorridenti e inorriditi in abiti color verde oliva e una stella rossa disegnata sull’elmo.
Questo ha creato un non certo scompiglio nei capelli del redattore! Ha dovuto prendere tutta quella catasta di articoli pronta sulle Olimpiadi in Cina e ha voluto dar maggiore risalto alla notizia del Tibetano impiccato eccettera… quando tutti han chiesto perchè mettere da parte le notizie sulle olimpiadi e volersi invece concentrare su quest’altra notizia, a discapito per giunta di noi giornalisti che saremmo stati costretti a riscrivere ancora un’ennesimo articolo, lui ha risposto, queste parole alate: “Perchè mi sembra possa andar meglio in prima pagina la foto d’un impiccato… si pensi solo al suo valore evocativo…. Villon!!!” … e poi ha continuato cosi’ a invocarsi memorie…. e tutta l’equipe intanto, giù, testa piegata sulle macchine da scrivere e tac tac tac tac dalle ditina rapide e dalle menti d’escandescenza.
Bisognava tirar fuori qualcoso di buono sul Tibet… e sulle Olimpiadi, e sulla Cina, e sulla morte, e sui cadaveri che s’accumulano nella Storia delle fosse comune (costellazione macabra di reperti d’atti)…
E questo qualcosa non poteva essere solo l’ennesimo disgusto per il genere umano; per una reazione cosi’ diretta e semplice Ibaldo, l’ex miglior corsivista di RadioSwitzerland, venne una volta rimandato a Settembre…
… quindi il discorso forse doveva essere quello fintamente pessimista di qualcuno che osserva il mondo con distacco stoico, che permette sempre d’esser un aguzzino in abiti d’anima bella: io so, ma non posso far nulla… e quel so che fotte lo stoico!
Lo stoico non sa un cazzo, è per questo che non si disgusta…
Quindi bisognava come sempre trovare una terza via: tertium datur est!!!
Essere distaccatamente disgustati: chiedersi quale mostro agisca questi uomini, gli uomini, ad agire senza poter evitare di generare vergogna per la propria razza… chiedersi almeno perchè, e poi restare tra le proprie orecchie a soppesare quanto sia impossibile questa domanda: perchè il male?
… e sicuramente non riuscendo a rispondersi a questa domanda, probabilmente si troverebbero pure delle risposte al perchè d’un nazionalismo, al perchè d’un ideologia, al perchè e a come il Tibet e i tibetani abbiano sentito il bisogo di voler costituire
una propria nazione…. l’idea di Nazione cos’è? Quando è nata? Come s’è sviluppata? ….. Non è da sempre che un’esercito si costituisce intorno ad un casato? ad un Primum, un re, sacerdote o capo tribu’?……E non è poi vero che l’esercito ha poi sempre la possibilità d’attraversare un Rubicone? di spodestare con la forza il “proprio” sovrano? la propria leggitimità?….. ma leggitimo è tutto quanto è accettato, è tutto quello a cui quotidianamente ci si piega, per non poter essere impossibili: ohne Eigenschaften.

pensare al male… i quotidiani forse poi non avranno più Gesta e Disgrazie da poter far pensare…
l’umanità redenta, nella disattenzione alla vita dei gesti….
ma le gesta e gli eroi (i massacrati d’ogni peloponneso della Storia) sono la vita stessa che vivi. Calvario d’un Imitatio Cristi obbligata in una mente di cristianismo orotosso….
ma anche un vita di fronzoli e barocche striature di vita, per menti più poetiche e meno intaccate dal lessico cristiano…
ma anche infiniti altri modi possibili per definire…. il corso del racconto del Tempo…

I re di Namibia

Posted in Chronikè on Marzo 11th, 2008 by EggS©

“Un atto di violenza è stato scoperto questa mattina.”

“Ma se non vi fosse violenza…. cosa si raconterebbe?
La notizia è necessaria per poter credere di star guardando qualcosa. Se quel che vedi, non lo sai, come potresti vederlo?”

“La notizia è il primo fatto. E’ la fotografia della mente che si spiatella su se stessa, pensandosi.”

Queste poche iscrizioni sono state riportate alla luce (della storia) da una equipe atrezzattissima di archeologi. Si trovavano insabbiate in delle terre che si potrebbe situare più o meno in Namibia. Non è dato conoscere il sito preciso, perchè quando gli archologi son giunti sul luogo e hanno effettuato il ritrovamento, prima di poter prendere le coordinate precise del sito sono stati travolti da una tempesta di sabbia che ha inghiottito buona parte dell’attrezzatura e la maggioranza degli archologi.
Gli altri, rimasti in vita, eroicamente, han trattenute nelle loro braccia quelle iscrizioni incise su grossi blocchi di pietra, e nonostante il rischio di soffocamento causato dall’infiltrazione della sabbia nelle loro narici, sono poi riusciti a riportarle in patria, dove da oggi finalmente tutto il mondo potrà ammirarle.
All’inaugurazione della mostra le più grandi celebrità e altri capi di stato erano presenti.
Più scettici restavano nelle loro scrivanie, alcuni poeti, che benchè misconosciuti e insaputi, si sentivano esclusi dalla cerimonia: forse cio’ era dovuto al fatto che loro non fossero delle celebrità?
Non lo sappiamo, ed è per questo che siamo andati ad intervistarli:
Alla domanda se fossero delle celebrità o meno han riso insieme, poi une dei due, dando una pacca sulla spalla dell’altro, tra le lacrime ha gridato: “ahahaha si’ Cerebritàhahahaha” e han continuato a ridere per almeno una mezzoretta.
Poi l’intervista ha potuto riprendere, perchè i tecnici audio han risolto il problema, e si è passati difalato alla domanda sulle iscrizioni: Per i due sapienti non si tratta che di cartelloni pubblicitari dell’antichità. Attraverso i quali si sponsorizzava la vita nei tempi lontani dei re di Namibia.
_ Ma i tempi lontani dei re di Namibia, quando sono?
Ipotizzare una data è assurdo… è un tempo che rimonta al mito….. in un modo o nell’altro potrei anche affermare che queste iscrizioni sono contemporanee…
_ Ma che assurdità son queste? I re di Namibia sarebbe la nostra epoca?
… no, no… ovviamente lui scherzava…. era, diciamo cosi’, una butade…. non s’allarmi cara giornalista…. guardi per rassicurarla le posso dire che alcune tesi affermano che si traterebbe del 7000 a.c. circa….. secoli più secoli meno….
_ Ah! quindi qualcosa sui re di Namibia la sappiamo?
Si si si si…. ma non eravamo qui per parlare delle iscrizioni publicitarie nei secoli dei secoli?

à une distance infinie du vrai

Posted in Chronikè on Marzo 11th, 2008 by EggS©

La geografia sembra non sia solo un opinione, ma è una legge per squadrare un territorio, un appezzamento di terra, un regno. E nel regno di Spagna anche quest’anno si sono svolte le elezioni per Mister Primo Ministro. Il vincitore, questa volta, sembra sia stato un certo Zapatero, leader d’un partito che si denomina socialista, che tra i gridi elettorali più rinomati dettiene il seguente: “Governero’ per tutti, ma sopratutto per i più poveri”. Cosà che ha fatto sperare i più, che sempre vivono in condizioni d’indigenza, perchè indigenza è mancanza di forza: e i più pensano che la forza sia un sostanzioso conto in banca: e sostanzioso significa sempre più sostanzioso: e cioé, ho già troppo ma voglio di più! e non sapendo che potenza è spesa non capitalizzazione.
Quindi tutta questa maggioranza dei tutti s’è recata alle urne, una domenica (ricordati di santificare il voto!), votando in maggioranza per il Senor Zapatero. Questa la notizia del giorno.
Ora, cosa significa il fatto che i giornali ci dicano chi ha vinto le lezioni? Cosa indicano queste notizie? A cosa dovremmo credere? Cosa dovremmo prendere per vero? Cosa saremmo costretti ad accettare?
Semplicemente il nuovo “capo di stato”. Ossia il portaparola dello status quo; che come ogni status è un stato (part. pass.) di merda.

Evidentemente il giornalista che scrive queste poche linee, vorrebbe evitare di sembrare fazioso e anche un qualcosino anarcoidizzante, o affetto da altri attributi….
A discapito d’ogni comprensione licenzio questa mia con una precisazione:

“ma forse gli era mancata davvero, come diceva lui, soltanto l’educazione o l’occasione per diventare qualcos’altro, un angelo sterminatore, un incendiario, un grande anarchico: perché gli anarchici che si uniscono in leghe segrete egli li chiamava con disprezzo <<quelli falsi>>”
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……. la rivoluzione sono degli atomi in sommossa che sfaldano un corpo di crocifissione.
Ah!men.

Festival

Posted in Chronikè on Marzo 2nd, 2008 by EggS©

“non una che m’innamora”. Queste le ultime parole che il divo avrebbe detto prima di sparire dietro alle due guardie del corpo. La folla spasimante che s’era assiepata per l’evento è finita in un singulto generale. La polizio ha avuto grosse difficoltà a controllare i furori della folla. Dapprima s’è tentato col blocaggio delle vie d’acesso principali, ma la folla talmente numerona, s’infilava rapidissima tra un cunicolo e l’altro.
Scalmanate giovinelle si lanciavano isteriche all’inseguimento della limuosine a quattrocentro cavalli (offerta dall’organizzazione del festival) per strappare almeno uno sguardo a quel divo che se cosi’, svaniva.

A questo festival poco altro d’interessante. per il momento.
I premi in gara, non interessano la giuria. Il pubblico è disattento. E la stampa è male alloggiata.
Eventuali ulteriori sviluppi verranno tempestivamente comunicati.
Per ora è tutto.

Grève _ Phase n°3 … Con gli auguri del Presidente!

Posted in Chronikè on Febbraio 28th, 2008 by EggS©

Da un po’ di tempo come si è già detto le Università francesi sono in subuglio! In tutta la Francia i ragazzi si scatenano contro la legge votata dalla nuova leggislatura… quella dell’odiato Sarkosi… quello che i ragazzi usano nei loro collage anti-Sarkosi!
E quindi si occupa! si occupa! si occupa!!!
E nel sito di una di queste università in rivolta si puo’ trovare il seguente communicato:

” COMMUNIQUé

La consultation des étudiants de l’université, vote à bulletin secret sur présentation de la carte d’étudiant 2007-2008 de Lille 3, prévue ce lundi 26 novembre, se déroulera dans les locaux de l’université à partir de 13h et jusque 17h.
Ceux des étudiants inscrits à l’IUFM dont l’université de rattachement est Lille 3 peuvent participer à cette consultation.
Toutes les mesures seront prises pour assurer la fluidité du scrutin (isoloirs et urnes en quantité suffisante pour les électeurs attendus).

Jean-Claude Dupas, président de l’Université

http://www.univ-lille3.fr/fr/

Questo per DECIDERE DEMOCRATICAMENTE se continuare ad occupare oppure no.
E beninsteso col beneplacito del Presidente che c’informa a che ora chiudono i seggi!!!

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S-profondimenti:

Ma si puo’ chiamare occupazione qualcosa che riceve anche il parere positivo delle autorità?
Se il Presidente Universitario sciopera con gli studenti, cio’ vuol dire solo che la protesta sta disturbando niente… che sta solo aspettando un giornalista con un microfono per un notiziario delle venti!

Queste non sono proteste, sono sponsor alla democrazia cosi’ com’è!
Rivoltarsi col bene placito di papà! Si è mai vista una rivolta del genere? E’ ancora rivolta protestare col bene placito della polizia??? Con lo Stato che ti lascia fare? Perchè tanto non lo disturbi, anzi!!, ne segui il gioco???

Cos’altro resta da fare?? Inventarsi una protesta. Non giocare a protestare…
… aspettiamo comunque con ansia il verdetto delle urne… cio’ che la maggioranza ha votato, sarà la legge sacrosanta assicurata dall’Autoritas democratica del Presidente….
W la Repubblique!