Il costo della Lettura _ Una transazione

Posted in Chronikè, Graphia on Aprile 13th, 2008 by EggS©

Mi sono abituato all’abitudine…. dopodiché non m’é rimasto che restarmene estereffato di fronte ad questo deserto in espansione.
Nulla di nuovo sotto il cielo se non il sempiterno muoversi del vento delle nuvole; questo, passavo, giorno e notte a guardare, per intere settimane ho sentito latrati di lupi melancolici al di là nelle steppe, fruscii di fronde sulla fronte, e cigolii di cicale poco o male oliate. Qualche volta passava il postino a fare quattro chicchere, durante la pausa pranzo, e mi raccontava tutte le novità del paesino che si trovava a valle. La Baita messami in dotazione dalla Redazione era costruita su una pendice emminentemente abrupta. Non ne volli mai sapere di quelle sue storie li, del paese, della valle, della gente’. Al massimo poi mi sarei interessato ai grandi eventi: Incoronazioni, Matrimoni Altolocati, Circoncisioni di prepuzi in erezione, Miracolose apparizioni della Vergine con intervista al suo agente di cambio, lo Spirito Santo, in tenuta ginnica, quasi fosse un propulsore Terzo tra Padre e Figlio!… insomma le cose per farci su il solito scoop col quale pagar le tasse che devi per il solo fatto di esser posseduto in un corpo, cosa che viene giuridicamente intesa come usufrutum.
E questo inveteratamente a parlarmi della uova soda che una volta aveva mangiato dalla Signora Magagna, che non la finiva più di infilargliele una dopo l’altra giù per il gozzo intasandogli il respiro. Prima le sbucciava con cura, chiaramente. Infilava quella mano sua ustionata nell’acqua bollente e roteava il braccio nel tentativo d’attrappare un uovo. Come ne fu uscito vivo non ebbe mai il tempo di dirmelo, perchè la mattina dopo lo trovarono immerso in una vasca di miele annegato nel proprio sangue.
Un caso su cui ho inviato un sottoreporter che forse un giorno scriverà un articolo su quest’evento, magari persino cliccabile a partire da qui.
Ma se non cliccabile sarà, allora staremo scendendo dalle pendici lungo tutto uno stradone di capitomboli, spinti dall’insania smania di portare seco un qualcosa da dire. Una curiosità da curiosare.
I primi passi fuori dalla baita furono ardui. Dapprima dovetti ritrovare le gambe, e per far questo mi ci sarebbero voluti gli occhiali, ma per trovare gli occhiali avrei dovuto prima ritrovare gli occhi ma prima di… insomma, stavo tutto decomposto, un corpo martirizzato da quella noia ansimante. Bisognava pero’ guadagnarsi il pane: la Redazione si faceva sempre più ossessionante: mi si flettevano, ad allarmi irregolari e perpetui, i tendini dietro le orecchie: e le medicine stavano finendo: e se non le avessi avute sarebbe tornato il dolore: e se non avessi avuto l’assegno per pagarmi le medicine sarei di certo impazzito dal dolore: bisognava quindi che questa promenade vers la Ville la si facesse. Ma prima d’arrivare al paese, attraversai il temutissimo bosco detto del: ‘Silenzio melodioso di strida’, che poi diventerà persino il titolo d’una composizione per pianoforte, in vero non troppo apprezzata da nessun pubblico.
Tutto questo per non dire in fondo altro che arrivato foi pur infino alla Ville. Entrando per una immensa Porta laterale. Due sentinelle assai disattente non si chisero neppure chi stesse passando. Fissavano qualcosa di viola nel cielo, una striatura di lembi che tendeva a svilupparsi verso un cremisi calmo malinconico autunnale y final.
Il primo cane che m’odoro’ i piedi una volta nel mercato non trovo’ di meglio da fare che lasciarvi una traccia, sbavandomi in bocca manco avessi la rabbia. Per evitare sospetti mi mimetizzai tra la folla comperando varie spezie da cui ricavare dentifricio che aiutava ad articolare meglio il silenzio, dei sandaletti ortopedici che ti spedivano dritto di filato, lasciando respirare i piedi, ad inciampare in tre bucche alla volta, o una trousse di profumi orientali maleodorante di fatale cinismo, comprai persino una gobba di cammello per poter andare più veloce nel deserto.
Mi mimetizzai talmente bene, che passai dietro il bamcone a gestire un souk in piena regola. Bisognava smerciare tutta quella roba e in fretta. C’era di tutto, potrei farne una lista alfabetica per generi o specie ma non certo che non la finirei più; la cosa importante era che fosse venduta, nient’altro interessava al proprietario. Bisognava adescare sopratutto i giovani, perchè si diceva, cosi’ ne acquistiamo la fiducia, poi le donne, da evitare pero’ le mamme, e preferire piedi scalzi con sonagli alle caviglie che convinti tacchi a spillo, che poi facevano persino inciampare in queste strade strerrate. Ma poi, in fondo non c’erano criteri di scelta del cliente tipo. L’acquirente tipo, per il padrone, era quello che caccia i soldi. Nient’altro interessava. Si poteva vendere tutto a tutti, fondamentale era solamente che le transazioni, gli scambi fossero costanti, ininterroti. Questo richiedeva tutte le ore supplementari in più. Erano giorni faticosi di frenesia. Non un attimo per riveder le stelle, non un attimo per respirare, in apnea costante a spostare interi cargo conteneti chissaché, e intassare scatoloni dentro altri scatoloni, e passare le nottate in veglia a modellare una vetrina. Ma era il sacrificio che dovevo scontare per conto della Redazione, e non volevo sottrarmene, perchè sarebbe stato un suicidio.
Ora mi trovo ancora in questo souk, ed è da qui che Cher Lecteur ti vendo questa pagina datiloscritta.
Avrai pagato leggendo.
Una Transazione.

CONCORSO LETTERARIO - ”Forse che una rosa deve essere sensata e intelligente per essere profumata?”

Posted in Censore (Spettacoli&Cultura), Chronikè on Aprile 8th, 2008 by EggS©

La Redazione di RadioGraphiA indice concorso letterario.
Riunitasi in sede distaccata, la Redazione avrebbe deliberato di sperperare ingente somma di tempo per la causa delle Belle Lettere. E’ stata una nottevole notte travagliata: sedie e macchine da scrivere sputate in faccia; il direttore ne è uscito con zigomo gonfio e tumefatto e in lacrime, dimettendosi sedudastante dalla sua carica. Sbattendo la porta ha sostenuto d’averne abbastanza di dover domare un’orda di scimmie dal dito prensile!
Nessuno scandalizzatosi, s’è proseguita la seduta senza più la presenza di direttore alcuno. Ogun parlava sulla bocca dell’altro, e dalla cacciara e il sovrabbondante sovrapporsi di sillabe è stato possibile verbalizzare quanto segue:
“Qui non è tanto il problema di sapere se la mamma ci farà da mangiare o se spetterà a noi strappargli del sanissimo miele dai capezzoli!
Bisogna sapersi procurare i denti per il proprio cibo!
Ma se vuoi suggere linfame degli angeli è meglio esser sdentati… ignora il cibo che ti sarà dato…. mangia la sabbia del tuo deserto, è quella la manna dal cielo….
Coprofagia divina… mi rimangio i miei passi… i miei atti, dimentico le mie memorie…. è questo che stiamo dicendo?
Stiamo dicendo?
Insomma, il punto centrale della riunione non era sapere di cosa si stia parlando…. ma parlare…. far vedere che questa Redazione è capace di produrre, di mettere insieme degli articoli validi, che interessino… al pubblico, che sappiano supportare la pubblicità che li finanzia e li paga….
Ma io preferisco sempre parlar del pan degli angeli… e poi se ce la prendiamo a cuore per la sorte di qualcosa, addio! siamo al giocherello della lotta per le cause perse…. per le donnine di buon cuore, che vorrebbero orfanotrofi per tutte le mamme! E ospedali belli e puliti come obitori, con bambini del terzo mondo non più costretti a grattarsi dalle moshe e la malaria, ma ben ingozzati a Nestle e computer e l’inglese e le votazioni domenica e il senso dello stato e l’occidental benessere tecnoindustrialcerebrale…… eh ché forse speriamo in un mondo tutto sorrisini KinderTöd?
Si ma il pan degli angeli interessa solo le casalinghe e le prostitute, e su di loro non si puo’ far affidamento… non possiamo pensare ad un giornale che abbia un target cosi’ prezioso… Bisogna essere éngagé altrimenti non si guadagna una lira!
Perchè Lei crede che io scriva per soldi?
Per forza! Scriverà sempre presupponendo un qualche valore, non foss’altro che quello dello scrivere stesso… si pagherà dazio sa solo, ma si pagherà… si paga sempre… non è ad un giudizio, ad una bilancia per fegato-anima, che si pensa per la Fine dei Giorni?
E’, va bene, se davvero bisogna farsi leggere, allora scriviamo gli articoli qui stesso, in redazione e passamioceli tra noi… cosichè ognuno avrà di che scrivere agli altri e di che leggere… e per la paga prendiamo dalla cassa comune…
Che resterà vuota in un men che…
Non si dica! Non si dica! Che la Cassa un giorno sia Vuota!… i memento mori rimandiamoli a già sempre…. stavamo ricordandoci di parlare del perchè della scrittura… di pan degli angeli, di pour Art pour l’Art pour éngagé pour sa propre de-formation…
E’ proprio sicuro che si stesse proprio parlando di questo?
Sicuro, sicurissimo… glielo dico io!
E non sarebbe bene indire un concorso letterario allora? Per sviluppare le nostre patrie Lettere?
Ma lei conosce qualche autore Svizzero?
… ma come diceva quello? La patria…. la patria è un deserto….attorno al mio accampamento…
Vuol dire che la patria è un luogo mentale?
No, la patria non è un luogo. E’ una legge territoriale. Un confine militare.
Si ma non la si potrebbe intendere come…
l’Universo?
Mah, se proprio vuole essere di questo avviso nessuno glielo vieta… sa, le opinione fanno solo male a quello che la ha e malissimo agli altri….
Si ma allora chi parteciperà al concorso delle Belle Lettere Patrie?
Tutti coloro che non scrivono?
Ceux qui s’ecrivent pour les analphabetes?
Quelli che non han patria?
Quelli che…
TUTTI QUELLI CHE LETTI AVRANNO L’ONORE D’ESSERE SELZIONATI DALLA PRESTIOGIOSISSIMA ACCADEMIA DEGLI ‘OCCHIALI’ DI RadioGraphiA (R. G. A.).”

Questa è la delibera finale del Consiglio d’Amministrazione che in seguito ha mandato lettera di sfratto a tutti i giornalisti che volevano infestare la sala conferenze col loro intercalarsi di grida sbronze e di notizie di secondamano e financo terza, e che son stati spinti fuori a calci e pugni dalla celere azione dei cani da riporto in dotazione alla Security della Redazione.
Per ora dal microfono intestinale di RadioGraphiA è tutto il niente che s’è potuto far germogliare per quest’oggi.
Forse che una rosa deve essere sensata e intelligente per essere profumata?

Profession de foi

Posted in Graphia on Aprile 8th, 2008 by EggS©

J’aimerais mieux, je crois, manger de la morue,
Du karis à l’indienne, ou de la viande crue,
Et le tout chez Martin, place du Châtelet,
D’où je sors; j’aimerais mieux même, s’il fallait,
Travailler à cent sous la colonne au Corsaire,
ou bien au Figaro, comme un clerc de notaire;
Ou bien dans la Revue, à raison de cent francs
La feuille in-octavo, petit-roman, sur grand
Papier, - ou dans la Mode, ou le Globe, ou l’Artiste,
Pour rien - que de m’entendre appeler Philippiste,
Républicain, Carliste, Henriquiste - Chrétien,
Payen, Mahométan ou Sant-Simonien,
Blanc ou noire, tricolore, ou gris, ou vert, ou rose;
Enfin quoi que ce soit qui croie à quelque chose.

[...]
. M. Personne.

da: G. De Nerval_ Les Chimères, ed. Poésie/Gallimard, Paris, 2005;
pag. 76